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Alessandro

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June 15

St.Orsola Hospital ON AIR!

 

Ultimo mese ma sicuramente il più intenso, che ha visto il St.Orsola Hospital di Matiri cambiare faccia nel giro di 1 settimana. 2 eventi importanti: l’arrivo del tanto atteso container e l’informatizzazione dell’ospedale! Le immagini parlano da sole… Enjoy it!

Dopo tanta fatica siamo stati ricompensati con l’arrivo del container a Matiri, sano e salvo grazie al favoloso driver Mike e nonostante la pioggia che giusto la notte prima aveva reso impraticabile la strada da Chuka. Ma un manipolo di uomini capitanati da Shimali sono presto andati in soccorso con pale e pietre per agevolare il passaggio del tir nei punti più ardui; intervento di inestimabile valore che ha permesso di arrivare a destinazione prima di mezzogiorno.

Incredibile la scena, questo bestione che varca l’ingresso dell’ospedale con tutta Matiri al seguito, tra curiosi e addetti ai lavori. Rotto il sigillo è partita immediatamente la fase di scarico, durata quasi 2 ore, in cui io, Stefania e Pepu abbiamo coordinato il riempimento dello store appositamente pulito e preparato all’evento. Il materiale pervenuto è tantissimo e sul sito dell’associazione sarà presto pubblicato il lungo elenco di ringraziamenti ad aziende e privati che hanno permesso anche quest’anno un importante upgrade dell’ospedale in termini di attrezzature, mobilio, uniformi e, questa volta, computers!.

Sul blog di Stefania è possibile ripercorrere con il cuore tutte le fasi di questo importante evento, sin da quando l’operazione ha avuto i primi intoppi “burocratici” tra gli uffici governativi di Nairobi. Io, nel mio piccolo, racconto il progetto che mi ha visto impegnato per quasi due anni in questa remota realtà del Tharaka.

Tra le varie donazioni c’erano infatti ben 10 computer e 1 stampante (diventati poi 15 CPU e 2 stampanti) per il completamento dell’informatizzazione dell’ospedale. I particolari tecnici li risparmio in questo blog ma con enorme soddisfazione ho potuto rendere operativo il St.Orsola in meno di 2 settimane, grazie all’architettura LTSP che nel frattempo avevo messo su e che permette di riutilizzare materiale informatico obsoleto per renderlo operativo in ogni tipo di ambiente lavorativo. Davvero una grande conquista e a costo quasi nullo!

Dal primo giorno, grazie al corso che nelle settimane avevamo impartito a tutto il personale, infermieri e dottori sono stati capaci di lavorare con OpenHospital e di presentare, ovviamente, le prime problematiche da risolvere. A Matiri quindi viene utilizzata, credo per la prima volta, la versione multi-utenza del software e per il momento funziona alla grande; in più ho dovuto apportare diverse modifiche al codice per definire nel dettaglio i permessi di ogni singolo utente e sviluppato dei fogli di calcolo di supporto per integrare in OH le diverse farmacie interne ai reparti. La reportistica prodotta è, almeno per il momento e in parte, conforme a quella prevista dal MOH (Ministry of Health) kenyota.

Ma non è finito qui… ci sarà da tornare a settembre per aggiungere un paio di computer e apportare gli aggiornamenti che nel frattempo saranno entrati in produzione durante l’estate; è infatti in fase di realizzazione (all’università di Bari con ISF Puglia) un modulo di OH per la prescrizione delle terapie ed il feedback automatico ai pazienti via SMS, un aspetto da non trascurare lì dove l’aderenza alle terapie è complicata dalla ridotta conoscenza dei medicinali e del loro uso e, in moltissimi casi, dalla difficoltà di raggiungere l’ospedale anche per una semplice consulenza.

Tuonane Matiri!!

Si ringraziano per il progetto:
- Banco Informatico per computer e stampanti
- Informatici Senza Frontiere per tutto il supporto logistico/finanziario
- Marco Leoni per il cablaggio della struttura
- Tutti quelli che hanno permesso il raggiungimento di questo obiettivo con il loro operato in loco e in Italia.

May 11

Fino all’ultimo

 

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Questa è la mia nuova postazione: Ufficio stanza grande, server HP ML110 donato da ISF, il portatile di Harriet per le prove donato da BancoInformatico, il mio caro vecchio ClevoM8050D ed un proiettore per ovviare al suo schermo oramai inesorabilmente andato (come si può notare dalle foto…)

Il progetto dell’informatizzazione del St.Orsola continua a prendere lentamente forma, in perfetto stile flemmatico kenyota, adesso anche con la rottura del mio portatile e con il container che non arriva mai… dopo esser stati a Nairobi per sollecitare a suon di massime e frasi ad effetto il segretario del Ministro delle Finanze, ecco che la procedura di rilascio esentasse inceppa nuovamente… è più di un mese oramai che il Container è a Nairobi ma liberarlo è come curare un malato terminale, un paese fatto da istituzioni lente e responsabilità scaricate sempre sugli altri, corruzione, in cui non puoi prenderti il lusso di fidarti di nessuno. Dopo tanta agonia ecco che finalmente veniamo ripagati vedendo il segretario firmare, con la sua MontBlanc…, una dopo l’altra, le varie copie della nostra lettera per l’esezione dal pagamento delle tasse (ci mancherebbe altro! roba donata, roba per loro…)

Ma aver visto con i propri occhi non basta evidentemente, la lettera ora è in un altro ufficio in attesa di essere “autenticata”… a quanto pare neanche gli altri uffici si fidano l’un l’altro… E’ sempre troppo presto per festeggiare, quindi si pazienta e si riprova; domani Stefania andrà di nuovo per uffici a Nairobi, per un nuovo teatrino, una nuova “dura” sceneggiata per sollecitare un altro dipendente a fare, sbuffante come uno scolaro riluttante, quei pochi passaggi per mandare avanti una semplice procedura perché il Tharaka riceva quanto donatogli dall’Italia. Io rimarrò qui, a continuare il training ai dipendenti.

Mercoledì ho infatti cominciato il corso di formazione ai  56 - tra infermieri, dottori, clerks, laboratoristi e farmacisti – dipendenti dell’ospedale, il che mi vede per la seconda volta (dopo il corso sull’inceneritore) nel ruolo di teacher, un po’ meno impacciato grazie anche all’argomento decisamente più familiare…

DSC06191 “Non tutti i mali vengon…” il ritardo infatti mi ha dato la possibilità di far fronte agli imprevisti che altrimenti mi avrebbero portato all’esaurimento dato il poco tempo rimastomi prima del rimpatrio (giugno)! Ma ora è tutto pronto, il server equipaggiato con KUbuntu e sistema LTSP aspetta solo di essere collegato ai vari thin-clients, ed ogni dipendente well-informed avrà direttamente accesso, da subito, ad OpenHospital, in un ambiente grafico semplice e completo.

Domani si parte con il 3° modulo: Registrazione Pazienti e Ricovero.

Un corso, compresso in sole 2 settimane e diviso in 5 moduli, per familiarizzare con la tastiera, il mouse, aprire un programma e inserire i dati delle visite e dei pazienti, con poche, precise, semplici azioni, il minimo indispensabile per supportare il St.Orsola con questa modesta novità che per molti di loro è una vera e propria rivoluzione.

Tutti entusiasti per il momento, il corso procede bene, con 3 lezioni al giorno…  Decisamente stancante ma è inaspettatamente piacevole avere la possibilità di scegliere io stesso argomenti e parole, esempi e terminologia, per trasferire quella che è da tanti anni la mia passione. Quindi entusiasta e contento anche il teacher! Fino all’ultimo…

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E a rendere tutti ancora più contenti è arrivata Chiara, la mia nuova socia-collega di ISF, che con disarmante semplicità ha dato l’impulso decisivo per far partire una nuova grande iniziativa del St.Orsola (grazie Chiara!!):

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La nuova iniziativa che parte ufficilamente lunedì 11 maggio 2009 permette, con soli 20 euri, di assicurare 1 famiglia intera del Tharaka per 1 anno di spese mediche in qualsiasi ospedale, anche il St.Orsola; l’operazione porta con sé 3 vantaggi:

  • consentire alle famiglie più povere di avere accesso immediato ad un servizio di previdenza sociale altrimenti ancora molto lontano per il Tharaka (il St.Orsola si costituirebbe intermediario tra il privato e l’NHIF Assicurazioni prendendosi carico della parte burocratica e assicurando che non ci siano insolvenze nei pagamenti);
  • dare stabilità intrinseca all’ospedale (attualmente solo il 30% dei conti viene pagato, il resto è coperto dall’attuale sistema di donazioni);
  • Grazie alle tariffe nazionali unificate il St.Orsola potrà coprire anche altri costi di gestione garantendo un servizio continuo, omogeneo e auto-sostenuto dallo stesso sistema kenyota;

      L’iniziativa è molto valida e da oggi comparirà sul mio blog il pulsante attraverso il quale accedere alla pagina informativa con maggiori dettagli e il C/C per le donazioni. Se hai un sito personale e vuoi aiutare anche tu questa causa perché conosci me e, indirettamente, conosci l’ospedale puoi pubblicare lo stesso pulsante copiando-e-incollando il codice qui sotto:

      20€_tasto web 3
      <a href="http://www.tharakahospital.org/index.phtml?id=123">http://www.tharakahospital.org/index.phtml?id=123"</a> target="_blank"><img title="20€_tasto web 3" style="border:0px none;display:inline" alt="20€_tasto web 3" src="<a href="http://tinyurl.com/pndnrh"">http://tinyurl.com/pndnrh"</a> border="0" width="180" /></a>

      il sito dell’associazione “Un Ospedale per Tharaka ONLUS” pubblicherà un rapporto non appena i primi risultati dell’iniziativa saranno disponibili.

      Per aderire all’iniziativa è sufficiente effettuare una donazione con la causale “NHIF”. Per i dettagli cliccare qui.

      March 06

      Twende!!! (finalmente si cabla!)

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      6 marzo 2009: comincia il cablaggio dell'ospedale St.Orsola! Aiutato da Marco, geometra di Ferrara sempre bravo e disponibile, e da Kenneth, il nuovo informatico assunto allo scopo e per sostituirmi una volta che andrò via, abbiamo posato, metro x metro, canaline e cavi che serviranno la rete interna dell'ospedale e permetteranno l'interconnessione dei computer che ospiteranno questo grande progetto che è OpenHospital.

      8 cavi principali sono stati stesi per raggiungere le stanze delle visite e la sala degli infermieri. Oggi dovremmo continuare, purtroppo solo dopo la chiusura dell'ospedale, con l'installazione dei punti rete in ogni stanza.

      300mt di canaline
      300mt di cavo di rete
      8 punti rete (per il momento)
      2 scale traballanti...

      il progetto, largamente finanziato da ISF, iniziò l'anno scorso durante il mio anno di servizio civile. Ora comincia a prendere forma grazie anche all'aiuto dei tanti volontari passati di qui.

      Andiamo avanti! Twende yaendelee!

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      March 02

      Maisha lazima yaendelee (life must go on)


      matiri22_10 025 Un'amica ci ha lasciato. Quando muore qualcuno, specie un malato, il suo dolore e i suoi problemi finiscono, almeno in questa dimensione; lui è altrove e continua il suo misterioso viaggio, che nessuno conosce, nessuno può raccontare... il dolore certo, reale, tangibile, quello che rimane, l'unico di cui siamo testimoni è quello di chi resta; ed è col proprio dolore, con la propria sofferenza che ognuno di noi si confronta.

      Lucy ha avuto tanti amici che così l'hanno salutata, con la sofferenza di chi appena realizza l'accaduto, e gli manca il fiato, gli mancano le parole... di chi le è stato vicino ed ha sperato con lei fino all'ultimo, per poi vederla svanire.

      Io rivolgo il mio saluto sereno a chi se n'è andato, con la fiducia che le sue sofferenze siano svanite e che prosegua il suo viaggio con espansa consapevolezza e saggezza. Noi, che rimaniamo, possiamo solo ascoltare e apprendere in silenzio, perché quello che sembra la fine di qualcosa diventi invece dentro di noi l'inizio di qualcos'altro.

      16 febbraio 2009 - Pole sana Lucy, pema peponi (riposa in pace)


      Il 2009 è cominciato con diversi avvenimenti destabilizzanti, per l'ospedale e per le persone che ci lavorano. In primis l'accaduto di Lucy, poco dopo l'incidente di Stefania che le ha procurato una frattura per fortuna "bellissima", come si dice qui... Poi Faustine con il suo flessibile sul piede, ne avrà per 2 settimane, mentre Mauro una lieve dislocazione alla mano appena giunto a Nairobi... Ma non per questo ci siamo persi d'animo anzi, è stato un bimestre piuttosto produttivo, con tante novità anche dall'Italia!

      Schermata-1SplashInnanzitutto OpenHospital! Che successivamente alla missione di Claudio Tancini in Uganda ha raggiunto  la sua versione 1.3.1 presto scaricabile gratuitamente online! Tra le nuove features sono presenti soprattutto quelle introdotte proprio qui a Matiri, grazie all'aiuto di Andrea e del Triumvirato.

      Inoltre il 18 febbraio da La Spezia è finalmente partita la nave che porterà entro fine marzo un container pieno di roba per l'ospedale, compresi 10 computer e 4 stampanti donati da BancoInformatico che così daranno fisicamente il via all'informatizzazione del St.Orsola. Per l'occasione quindi io e Stefania (ed il suo gesso...) abbiamo passato 2 giorni a Nairobi per l'acquisto del materiale necessario al cablaggio della struttura, cosicché si potrà predisporre il tutto in tempo.


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      Prima esperienza africana questa volta per mio fratello Marco, Marcella e Fabio che hanno portato giù diversi chili di latte in polvere donato da amici e conoscenti per il nostro Centro Nutrizionale curato dalla gentile Basilia.

      Ma non si sono fermati a questo: diverso materiale per la scuola donato da Bambini Nel Deserto sta dando inizio ad un nuovo rapporto con Un Ospedale per Tharaka (primo contatto nel 2005) che entrambe le parti si augurano duraturo.

      Inoltre, attraverso proprio questo posto che ha la capacità di convogliare molteplici sforzi e di mettere in contatto le più diverse realtà nel Nord del Mondo, BnD è entrata in contatto anche con ISF per il nuovissimo progetto W.A.L.K.S. che sembra collimare le necessità anche di altre associazioni.

      DSC_5928Ma al di là degli accordi tra le associazioni più diverse c'è tutta una realtà in loco molto pratica, dalla quale non si può prescindere: analisi dell'acqua e del funzionamento dell'impianto di depurazione; il completamento dell'inceneritore con (finalmente!) l'installazione del termometro comprato mesi fa ma che aiuterà gli operatori addetti a bruciare meglio e a ridurre le emissioni con combustioni controllate; la progettazione della fossa fanghi e del cablaggio dell'ospedale. Tutti questi progetti sono ampiamente descritti nel sito dell'associazione.

      img_3976IMG_4013 Il mese di febbraio mi ha anche visto quindi come ticha! (enormemente supportato da Gerardo dall'Italia) per aggiornare i cleaner all'uso dell'inceneritore con i nuovi dispositivi installati, le nuove regole e i nuovi attrezzi da lavoro: maschera al carbonio, occhiali di protezione, bilancia, records e best practises.

      L'inceneritore di De Montfort è un progetto realizzato già in 800 siti rurali e se utilizzato bene permette di smaltire in sicurezza 12-13Kg di rifiuti ospedalieri al giorno.

      Nel mio SkyDrive il corso che ho preparato e che voglio condividere su questo blog:


      Giornata igiene!

      Grazie ad una 30ina di kit dentifricio-spazzolino portati sempre dai 3 amici si è riusciti anche ad organizzare una giornata sull'igiene orale, ovviamente dopo cena!

      E' venuta davvero bene grazie ai disegni preparati nel pomeriggio per spiegarne il corretto uso. Per noi è stato come tornare un po' indietro nel tempo, quando le stesse cose ci venivano spiegate a scuola, come cantilene, e costituiscono oramai parte integrante del nostro tenore di vita, della cultura, tanto da non pensarci; l'abbiamo interiorizzata.

      Per loro invece è stato tutto nuovo ed il dentista ha accettato volentieri di fare la sua lezione tornando in ospedale la sera, non sarebbe stato facile senza di lui!

      E' stato bellissimo vedere la partecipazione di tutti e i vari "Asanti" che ci raggiungevano da dietro mentre ci allontanavamo... Karibu Sana!

      prova2

      January 15

      Life & Work in Tharaka

      Questo post racconterà di tante piccole grandi cose che avvengono qui. Per molti costituiscono il motivo per intraprendere un lungo viaggio, per altri sono curiose novità, per altri ancora il motivo di un ritorno.

      img_3610 Il 27 dicembre una mucca del vicino è caduta in un fosso adiacente l'ultima tank ke serve la fogna dell'ospedale. Provenendo dalla terra confinante è scivolata giù e nell'acqua ad attenderla c'era anche un serpente... tutto bene: niente morsi e tanto aiuto per lei. In 5 l'hanno tirata su dapprima fuori dall'acqua, poi su per il muro della tank. Io mi animavo, cercavo delle stones da mettere a mo' di gradino, un'imbracatura da usare come carrucola appesa alla struttura sopra la tank, pensavo pure ad una probabile gamba rotta; gli altri guardavano, in cerchio, ogni tanto dicevano qualcosa ma per lo più aspettavano... aspettare che?? Il bovino appariva davvero stanco e muggiva qualcosa che non potevo capire... si, gamba rotta... No! Mi assicuravano, non c'è gamba rotta e nemmeno la corda legata agli zoccoli per tirarla di peso su  l'avrebber rotta. Poi, come riprese le forze, ecco che si tira su da sola e si guarda img_3612intorno, attonita. Si continua a guardare, in silenzio. Per me che facevo foto nel frattempo era simile all'assurdo non pensare a una soluzione, ma poi ho capito perché. Arriva uno dalla missione con una corda un tantino più robusta: bisogna tirarla ancora su di peso! Ora erano in 7 e così è stato: su di fianco, un paio di oissa, qualche sbucciatura sulla zampa destra e via. Era di nuovo in piedi. E' questa una grande differenza culturale... aspettare che le cose facciano il loro corso, aspettare e guardare, aspettare... e mi sono sentito molto diverso. Non è stato molto diverso dal giorno del tornio in effetti... per la seconda volta osservo che con una corda e 10 braccia si può fare molto.

      img_3634b 30 dicembre, posa del pozzetto per la termocoppia. Ovvero le operazioni preliminari per poter poi collegare un termostato all'inceneritore ed avere così una lettura indicativa della temperatura di combustione. Utilizzato nella maniera corretta infatti l'inceneritore progettato dalla "De Montfort University" può bruciare piccole quantità di rifiuti ospedalieri rurali (come il St.Orsola) senza produrre diossina. Altro discorso è invece per le emissioni, per le quali sta lavorando ora Gerardo dall'Italia, ma sempre meglio di usarlo senza alcuna cognizione operativa. Ma anche qui l'african way è stato "puntuale": parlo con Shimali, concordiamo posizione del pozzetto altezza maniglie e orario dell'intervento ore 15, si tratta di fare un foro con inclinazione di 30° per far si che la termocoppia rilevi il differenziale di temperatura come mi ha spiegato Cesare della Thermofluid di IMG_3766bBari dove ho comprato il termostato. Finisco di pranzare e alle 14.30 sento  un rumore provenire dalle lavanderie... accorro a foro già cominciato e in un altro punto perché era scomodo trapanare di lato... consultare no?? Aspettare nemmeno?? Spero che ora non sia troppo in basso... Da quel dì il termometro dev'essere ancora installato perché per collegarlo si è pensato di rifare prima tutto l'impianto della lavanderia così da rimuovere tutti i cavi elettrici "aero" e arrivare bel belli fino all'inceneritore con un interrutore apposito che servirà anche ad illuminare il gate adiacente; l'interruttore è lì, ora serve un box waterproof per montare il termostato vicino alla ciminiera; pole pole...

      img_3716 3 gennaio 2009. Il nuovo anno è iniziato con l'arrivo del Diesel che basterà all'ospedale per i prossimi 4 mesi circa; il da farsi è semplice ma richiede tempo: controllare i sigilli dei bocchettoni e degli ugelli; controllare che nemmeno una goccia finisca a terra (oro nero...); controllare salendo sull'autocisterna che non ci siano doppi fondi ai serbatoi; infine posizionare l'autocisterna più o meno in piano per far scendere anche le ultime gocce! Il tutto è andato bene, con svariate perdite a causa delle guarnizioni un po' lasche. Il momento buono per comprare (solo 78Ksh per litro, circa 78cent) ed anche il momento buono per sostituire l'obsoleta tank in plastica, vecchia e ideata per l'acqua. Una nuova tank in acciaio da 6000lt costa sui 160'000Ksh + trasporto (circa 2000 euro) ma a questo si aggiungono anche altri problemi logistici: dove posizionarla, come affrontare il cambio, cosa farne di quella vecchia e di tutto il suo basamento... La img_3712soluzione è arrivata presto grazie a Shimali: ordinare una più piccola e connetterla all'altra della stessa misura in acciaio che da tempo dorme nel workshop vicino al generatore. Connettendole in basso diventano un unico serbatoio da 10'000lt (come quella di ora) ma spendendo la metà e senza costruire niente; c'è "solo" da spostare il vecchio generatore da qualche parte (tornio again?)... magari ripararlo anche (è un Maranello!). E così attendiamo che ci siano soldi sufficienti e che la tank di seconda mano di cui parla Edward sia abbastanza piccola per entrare nella sala del generatore. Pole pole anche qui, ce la faremo...

      Splash Nel frattempo continua per me lo sviluppo di OpenHospital e l'attesa del benedetto container! In gennaio abbiamo seguito con grande trepidazione la missione di Claudio ad Angal (dove OH è stato installato la prima volta) e recepito le richieste sue e quelle del St.Luke Hospital. Il programma è robusto e risponde bene agli scopi per il quale è nato. Alcune modifiche fatte nei mesi precendenti sono state messe in attesa, altre sono diventate corredo della versone 1.3.1 disponibile online. Nel frattempo ho costretto Mauro dall'Italia a creare un conto PayPal per l'Associazione, incredibile quanti documenti richiedano quando si tratta di ricevere donazioni... ad ogni modo, smanettando un po' con Joomla e con Priscilla (mi sono sentito molto Sonia in questo) ecco pronti i pulsanti per effettuare le donazioni direttamente online! Guardare (e provare se volete!! :p) per credere:
      - Matiri Hospital website
      - Un ospedale per Tharaka website
      E funziona! Ecco arrivati i primi soldini dal signor C.O. che ringraziamo sentitamente!

      IMG_3742 14 gennaio festeggiamo Stefania... ovviamente la sera, dopo un'ordinaria giornata di lavoro. Regina, la proprietaria del ristorantino al market, nonché cleaner della sala operatoria, era ricoverata per partorire il giorno stesso con cesareo, quindi rinunciamo all'idea di essere serviti capra e chapati sotto le stelle e facciamo tutto in casa. Theresa (appena arrivata dalla Germania) ha preparato una pseudo-sachertorte per la sua amica e grazie a Federica appena tornata da Nairobi abbiamo impacchettato alla meno peggio i nostri regali per Stefania direttamente dal Masai Market: kikoi, scarpe, orecchini e sciarpe; il giorno prima ho mandato Edward in missione a Chuka per un mouse ottico bello almeno quanto il mio :p e ce l'ha fatta (da non crederci)! Dopo le foto di rito facciamo un salto dall'altra Reginah (quella del bar) che ha promesso di aspettarci sveglia per una Smirnoff Ice in compagnia; Black per me, Ste, Ndegua e Teresa, Red per Reginah e Federica.

      img_3686 Oggi invece sono andato a trovare Gituma Mishek, ben più noto col nome di Mororongo! Bravissimo a giocare a stecche l'abbiamo conosciuto nelle tante serate da Reginah tra richieste di sigarette e della sua birra preferita AllSups. Da qualche mese però la richiesta è aumentata: vuole tornare a scuola! Allora da un po' di tempo lo sto spronando a darsi da fare: ho bisogno delle carte dalla scuola, dell'ammontare delle tasse, delle sue condotte precedenti. E mi sono piacevolmente meravigliato quando ha portato tutto, ancora di più quando ho visto che la pagella dell'ultimo anno frequentato era davvero ottima: tutte A nelle materie tecniche e inglese, un po' meno in quelle umane e in Swahili. Verificato il tutto con Ernesto, nostro amato consulente per queste cose, ho scoperto che è il nipote del watchman Merigu che sta già pagando la scuola alla sorella ed al fratello più grande; vive con i nonni perché la madre è ora "sick" (problemi mentali) e si aggira per i market dei dintorni, il padre è con un'altra donna in un altro posto... Andava a scuola qui a Matiri ma ha deciso che vuole puntare più in alto, la "Gaitu Secondary School" vicino Meru, dove sono andati anche James e Patrick dell'ospedale. Le spese non sono tante e comincerebbe dal secondo anno dei quattro previsti per diplomarsi. Allora oggi ho accettato di andare con lui al "his place", solo un'ora di cammino da Matiri. Ho conosciuto i nonni e i due fratellini più piccoli, bellissimi: Mucunku (che vuol dire white-man!) e Mucooka; il nonno Solomon Mugambi detto "Mururu" (si chiama come lui!) e la nonna Martha sono davvero anziani e lavorano nella shamba tutto il giorno (orto); mi ha portato a vedere dove "prendono l'acqua" scavando nel letto img_3756del  fiume stagionale (Rwakairu) perché la pompa è troppo lontana; mi ha detto i nomi delle montagne vicine e mi han servito una tazza di porridge... speriamo bene. Questo sabato andrò a parlare direttamente con il Principal della scuola ovviamente seguito da Ernesto e a provvedere ad alcuni "items" necessari per il primo giorno. Anche qui ho chiesto di darsi da fare, di procurarsi il più possibile da sé e allora potrò provvedere al pagamento delle tasse...

      Permettersi di pagarle anche per gli anni successivi senza uno stipendio fisso fa pensare al divario... ma è un caso particolare, in altre scuole non sarebbe stato possibile neanke per me...

      img_3763 Ritorniamo a Matiri con una lunga scarpinata (ovviamente più lunga dell'andata) e incontriamo Merigu che nel suo giorno di riposo portava al pascolo le mucche di un'altra persona che non ha pascoli vicino la sua casa. Lo incontriamo alla pompa "troppo lontana"; funziona benissimo e mi rinfresco con l'acqua salata che preleva dalla falda. Ce ne sono tante ma non sono sufficienti... Proseguiamo verso casa parlando di come sia sempre possibile aiutare la propria famiglia e gli altri, che lui dovrà farlo e che potrà anche riuscire a installare un'altra pompa, che i soldi servono sempre per fare le cose alla fine ma che non può essere fatto senza la partecipazione di tutti, che mettendo insieme le persone giuste gli sforzi si riducono e allora ti accorgi che, nonostante tutto, il denaro serve, ma solo alla fine...

      Tante piccole grandi cose dicevo. Per molti costituiscono il motivo per intraprendere un lungo viaggio, per altri sono curiose novità, per altri ancora il motivo di un ritorno...

       

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